Laboratorio cartografia

primer mapa Venezia Biopolítica presentado 26-04
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Laboratorio Cartografia

Curated by: Marco Baravalle.
In collaboration with: Jaume Nualart, José Pérez de Lama, Pablo de Soto.
Participants: Niccolò Bocenti, Rocco Cacciari, Rafael Ernesto Camacho Briones, Marcella Iannuzzi, Claudia Meneghetti, Camilla Pin, Luca Tommasi.
Grafica: Federico Arzenton, Paolo Roggero (Roar Design)
Thanks to: Assessorato alle politiche giovanili e pace del comune di Venezia.


Development: http://riereta.net/cartolab



Intro

Here we are!
We are checking the tools to be able to understand which data we can use or collect.
We are working on the idea of 4 points we were talking before:
1) conventional analogical-static maps (they should be online in any case)
This is the maps we know from fadaiat and more.

2) digital, dynamic maps based, for example, on google earth
(see for example biomapping.net and escoitar.org) that would be fairly easy to use once jaume works a little bit on them.
Here we need to decide wht to use: from google maps, mapomatix or openstreet maps....

3) network mapping (based on etc networks / free software developed by Yves Degoyon)
Here we want to use etc/groups, from Yves Degoyon

4) conceptual data mappings (based on area, free software developed by Jaume) based on ad hoc data bases
Here we plan to look for DDBB already created and reprent it using AREA



About the data:

For the points 1, 2, 3 we are planning to collect data to be used with the proposed tools.
For the 4th point we are planning to search for existing database, because we think there is no t enough tine to build a database and so on.

Goals of the project

  • Learn about visualization tools
  • Use visualization tools with data about Venezia and Mestre
  • Inquiry the city through cartography

SOME NOTES FOR THE WORKSHOP

Hi everyone, finally the workshop started yesterday afternoon, our first session was all right but we were just five people. I'm confident many more will join us in the next future, probably it's just a matter of changing our time table, anyway, we will fix it.
What follow are some theoretical notes I wrote to introduct the topic of workoshop. Basically I started with a historical introduction about arists/activists who began using cartography as a tool to inquiry and even intervene on reality. From meeting number three I will focus more specifically on the topic of the city. All the material comes from a three sessions seminar organized by Uninomade (one meeting happend at Bevilacqua during Dis-Orders). The seminar tried to deal with the complicated topic of the metropolis; philosophers, activists, urbanists were invited, among them: Giorgio Agamben, Toni Negri, Stefano Boeri, Judith Revel, Giairo Daghini, Massimo Cacciari.
The audio of the whole seminar (and information about it) is completly downlodable at www.globalproject.info.
Hope that you, all my catalan and spanish friends are doing well.
I know... notes are in Italian, please be patient, english translation will come later!
marco baravalle


Workshop presentation at IAUV 260407


Sessions

Incontro 1

OBIETTIVO

La produzione di una cartografia del territorio di Venezia-Mestre? seguendo una serie di linee guida.

- Luoghi del transito legati alla dimensione globale: il turismo e l’universo migrante.
- I flussi di capitale e la trasformazione delle forme del lavoro (Il petrolchimico e Porto Marghera)
- La frammentazione dell’università e la geografia degli studenti.
- L’emergenza casa e il fenomeno della speculazione edilizia.
- Luoghi dell’auto-organizzazione sociale e di produzione di soggettività.


PERCHE UNA CARTOGRAFIA?

1- In epoca di globalizzazione il luogo del potere è divenuto invisibile e la cartografia è uno strumento per visualizzare ciò che non si vede.
2- Nuova centralità della categoria di CITTA. Noi ci concentreremo soprattutto sul concetto di METROPOLI così come emerge dall’analisi di una vasta rete di studiosi.
La cartografia è uno strumento di indagine della metropoli. A livello di ipotesi affermiamo che la cartografia non è solo mezzo di indagine, ma elemento costitutivo della metropoli.

CENNI STORICI

SITUAZIONISMO (1957-1968)
Concetti chiave:
1) Alienazione: alienazione è quel processo che estranea un essere umano da ciò che fa fino al punto da estraniarsi da sé stesso.
2) Spettacolo: capitale ad un tale grado di accumulazione da diventare immagine.
(vd. Pp 175-176 “Situazionosmo”)

CITTA
- grande merce, terreno spettacolarizzato da decostruire.
- “Lo sviluppo dell’ambiente urbano è l’educazione capitalistica dello spazio.” A Kotànyi, R. Vaneigem; “Programma elementare dell’ufficio di urbanismo unitario”; in “Situazionismo”; a cura di P.Stanziale; Massari Editore; p.73
- “…l’urbanistica ideale è la proiezione nello spazio della gerarchia sociale senza conflitto. Strade, prati all’inglese, fiori naturali e foreste artificiali lubrificano gli ingranaggi del dominio, lo rendono amabile.” R.Vaneigem; “Commenti contro l’urbanistica”; Op.Cit.; p.95
- L’urbanistica incanala il cittadino in percorsi funzionali al suo sfruttamento capitalistico (tesi sulla circolazione in automobile come organizzazione dell’isolamento di tutti).
- Lo spettacolo si manifesta nell’habitat e nello spostamento (in quanto status sociale espresso nell’abitazione e nei veicoli personali). Infatti, non si abita il quartiere di una città, ma il potere. Si abita in qualche grado della gerarchia. A Kotànyi, R. Vaneigem; “Programma elementare dell’ufficio di urbanismo unitario”; in “Situazionismo”; a cura di P.Stanziale; Massari Editore; p.74
- Una cartografia della città potrebbe configurarsi come una cartografia della gerarchia: la possibilità di circolare è potere vd. Rivolte nelle banlieues, tagliate fuori dal centro cittadino.
- Mezzo per decostruire la città merce: PSICOGEOGRAFIA: lo studio degli effetti che un determinato ambiente geografico ha sugli umori, sentimenti e comportamento dell’individuo.
- DERIVA: strumento concreto della psicogeografia. Mezzo per rompere la routine dell’attraversamento funzionale dello spazio urbano.


FILM: “In girum imus nocte et consumimur igni” 1978
Guy Debord,

05.44 – 06.18 il comune cattivo della metropoli
08.18 – 09.30 lo spazio identico
20.00 – 21.20 venezia
22.06 – 22.34 venezia
27.30 – 28.45 venezia
28.41 – fine Parigi (città che resiste/alienazione dell’urbanistica)


Incontro 2


Continuano i cenni storici relativi alla vicenda artistica (e non solo) della cartografia.

FONTE BIBLIOGRAFICA:

Brian Holmes: “Mapping Excess, Seeking Uses.”

Interesse per resistenza ed eccesso “By which I mean politics plus overflowing subjectivity” Brian Holmes; Op.cit.; p.1

- Buckminster Fuller “Dymaxion Map”
“World peace game” al “world Expo” di Montreal del 1972.

- Oyvind Fahlstrom “World Map” 1972.

- Mark Lombardi: mappatura degli scandali attraverso schemi grafici.

- Bureau d’Etudes: continuano sulla falsa riga di lombardi, ma ampliando il campo di indagine e distribuendo gratuitamente le mappe che producono. Prospettiva di movimento.

Incontro 3


METROPOLI

CITTA GLOBALE (Saskia Sassen)

- Caratteristiche principali:
1) La presenza di servizi altamente specializzati e connessi in rete (settore chiave della città globale).
2) La presenza di sistemi urbani transnazionali dalle reti delle società dei servizi specializzati.
La città globale non esiste da sola, fa sempre parte di una rete urbana più estesa.

Altra faccia della medaglia

3) La presenza di quadri altamente qualificati e servizi, significa anche l’accrescimento
delle disuguaglianze socio-economiche e spaziali.
4) Si aumenta il carattere informale di tutte quelle attività economiche che, per profitto, non possono rivaleggiare con le grandi società ultra beneficiarie.

Lo studio della CG dimostra come molte risorse necessarie all’economia globale, rimangano ancorate al locale.
Dalla neutralizzazione della geografia all’accento sul luogo, le infrastrutture e i lavoratori non specializzati.

- Spazio della CG.

Le dinamiche della globalizzazione danno vita ad una nuova spazializzazione: verticalizzazione dell’upper class e slumizzazione orizzontale che confinano senza penetrarsi.
vd. Metropoli come spazio produttivo incluso nella sua totalità, ma anche come spazio di esclusione all’accesso (alle aree ricche, ai diritti di cittadinanza).

- Quali sono i limiti della città globale

1) I confini territoriali.
2) I limiti dell’estensione della globalizzazione economica.

- Reti in cui è calata la CG:

1) reti internazionali finanziarie tra città globali.
2) reti dei migranti con i propri paesi d’origine
3) reti della politica di base.
4) reti del crimine organizzato.

- nuove forme della centralità nella città globale

1) centro d’affari.
2) griglia estesa di attività commerciali dense.
3) centro transterritoriale dello spazio numerico delle transazioni economiche della rete delle città globali.
4) nuove forme della centralità nate dal rapporto tra spazio fisico e virtuale dove le attività economiche del cyberspazio richiedono punti di centralizzazione e coordinamento.

- nuove linee politico-culturali
1) la CG è terreno di costituzione di comunità e identità traslocali.
2) la CG è centro di azione politica e di sviluppo di soggettività di nuovo genere.

Consistente formulazione di rivendicazioni.
Consistente richiesta di diritti (in particolare di diritto al luogo).

Possibilità di creazione di nuove forme di cittadinanza.
3) Grandi concentrazioni di migranti (immigrazione = elemento costitutivo della mondializzazione)
4) Capitale mondiale e immigrazione sono due elementi che possono entrare in conflitto nella CG.
5) La città è divenuta il luogo delle nuove esigenze (sia quelle del capitale che quelle dei migranti).
6) La CG è il luogo in cui si manifestano le contraddizioni della globalizzazione del capitale.

METROPOLI

MICHAEL HARDT

metropoli= insieme di comune e singolarità

la metropoli è caratterizzata dall’intensità del comune. In città i proletari posseggono i mezzi di comunicazione tra loro e con il mondo.

La metropoli è ricca di singolarità, è il terreno per eccellenza dell’alterità, dell’incontro con l’altro, dell’imprevediilità.

Il passaggio dalla metropoli alla moltitudine non è immediato. La moltitudine è la conseguenza di un atto organizzativo politico, non è l’interezza del tessuto sociale in epoca di biopolitica.

Il comune non è tutto positivo. Come moltitudine dobbiamo scegliere il comune positivo.

Anche la singolarità è problematica: l’incontro con l’altro non è sempre gioioso. Esiste conflittualità nell’incontro.

STEFANO BOERI

Studio sui confini: confini come dispositivi che reagiscono e condizionano i rapporti sociali:
confini tubo, spugna, arto fantasma.

Metropoli=scomposizione
- somposizione delle aree in cui il capitale sociale delle grandi imprese a partecipazione statale si è liquefatto. Non esistono più grandi aree omogenee.
- scomposizione della città suburbana. Pìù differenziazione e meno variazione. MA la differenziazione avviene per mezzo di tipi limitati che vengono ripetuti all’infinito pur non generando omogeneità.
- Città compatta: esplosione di piccoli sussulti nel corpo fisico della città: creazione di nuovi sottotetti e negozi di vicinanza trasformati in abitazioni.
- Frammentazione della povertà estrema (es. Milano). I poveri sempre più sono indigeni, vengono cacciati dalle aree industriali dimesse e sono costretti a vivere in baracche sparse sul territorio urbano.

Metropoli = mondo di differenze.

- Banlieues: Quote di popolazione nelle metropoli europee che avvertono se stesse come alterità totale. Non percepiscono alcuna possibilità di mobilità spaziale e sociale.

GIORGIO AGAMBEN

Metropoli = città madre
Il termine porta con sé un deciso senso di dislocazione politica e spaziale.
La metropoli è diversa dalla polis poiché non è qualcosa di politicamente e spazialmente isonomico.

La metropoli è il tessuto urbano che si va fondando parallelamente al passaggio dal potere territoriale dell’Ancien Regime al biopotere moderno (a partire dal XVIII sec.) che secondo Foucault, è governamentale. Per capire la metropoli è necessario capire il processo che ha trasformato il potere in governo degli uomini e delle cose.

Metropoli = Una serie di dispositivi dispiegata quando il potere prende la forma di governo degli uomini e delle cose.

Governo non significa violenza o repressione, ma è un potere che passa atraverso la natura dei governati e non è trascendente.

La polis era fondata sull’agorà, il centro della vita pubblica, nella metropoli si assiste ad una depoliticizzazione dello spazio.

Secondo Foucault in questa spazialità convergono due paradigmi fino ad allora separati: la lebbra e la peste.

1) Lebbra: esclusione, si tiene l’estraneo fuori dalla città che è percepita come pura.
2) Peste: non è possibile espellere l’appestato, ma bisogna controllare lo spazio urbano, dividerlo in settori, dare un sovrintendente per ogni strada e applicare il controllo per mezzo di medici, militari, intendenti.
L’appestato è controllato, incasellato, sorvegliato, curato, attraverso dispositivi che dividono e individualizzano.
La peste è il paradigma di ciò che Foucault chiama le tecniche disciplinari.

Secondo Foucault lo spazio politico della modernità (dal 1700) nasce da una convergenza di questi due modelli.
La metropoli è un insieme di dispositivi.
Gli uomini sono presi all’interno di questi dispositivi.
Vi sono processi di corpo a corpo tra uomini e dispositivi. Da questo contatto si genera il soggetto.
Soggetto = ciò che risulta dal corpo a corpo tra uomini e dispositivi.
Non esiste dispositivo senza processo di soggettivazione.


Soggetto (duplice valenza)
1) assunzione di una individualità/singolarità
2) assoggettamento ad un potere esterno.

Metropoli = luogo in cui è in corso un immenso processo di produzione di soggettività.

JUDITH REVEL

- Si è verificato un ricongiungimento tra la lotta anti CPE e la lotta delle banlieues. Ciò ha dato vita a una nuova soggettività che l’apparato sociologico non ha saputo catturare.
- Dal 92-93 in Francia esiste il problema dei sans papier. Questa lotta si è cristallizzata intorno allo squat di Cachon dove 250 persone hanno occupato una scuola. I ragazzi della banlieue nord hanno solidarizzato con i sans papier della banlieue nord.

Questi due fenomeni qualificano la moltitudine come soggettività non identitaria, ma ridefinibile in funzione di determinare un rapporto di forze o in vista di diversi obiettivi strategici.

La lotta delle banlieues è stata mal interpretata in termini identitari, etnici e comunitari, mentre si trattava di una nuova identità determinata nel conflitto.

Il potere e la stampa hanno dato vita a una binarizzazione impossibile:
Bianco VS nero, nordafricano VS subsahariano, racaille VS bravi ragazzi.

Tutte le soggettività in lotta sono state squalificate dal potere rispetto a due criteri.

1) l’incapacità di produrre linguaggio: afasia politica poiché i linguaggi uscivano dallo schema della rappresentanza politica.

2) Criterio della produttività e dell’improduttività dei soggetti in lotta. La politica dice alle banlieues: voi siete in miseria perché incapaci di produrre: non avete collocazione economica.
Tra gli anni 50 e 70 le politiche di urbanizzazione creano le banlieues, escluse, ma incluse attraverso il mercato del lavoro. Si creano grandi bacini di lavoro fordista. Oggi che le grandi fabbriche sono dismesse le banlieues non servono più.
Siamo di fronte a una nuova tipologia di biopotere: non si tratta più solo di rendere la vita produttiva, di piegarla all’economia, ma si tratta di definire la vita come immediatamente produttiva o improduttiva.
In banlieue invece esiste una vita che si dichiara produttività, che dichiara di valere non in quanto vita naturale, bensì in quanto vita immediatamente politica e cioè in quanto produzione di soggettività.

- Reversibilità dei processi all’interno della banlieue.
1) Fluidità-segmentazione: Territorialmente e socialmente la segmentazione blocca i processi di soggettivazione: l’analisi in termini comunitari o identitari, la creazione di microidentità in ciò che è per essenza moltitudinario, il segmentare i quartieri, togliere linee del bus, aumentare i biglietti della metropolitana, sono tutti elementi che segmentano. Contrariamente il processo di soggettivazione fluidifica (prendere il metrò gratis in 5000).
A volte però la fluidificazione eccessiva nel territorio è invece imposta dal potere per impedire punti di cristallizzazione della soggettività ( la costruzione di un’autostrada dentro a un territorio, il divieto di assembramento nelle banlieues.

2) Densificazione urbana-apertura degli spazi. Vi sono quartieri in cui il potere ha proceduto per densificazione massiva, per impedire alla gente di creare spazi di scambio. Non c’è più agorà o spazio vuoto. Si riscontra una iperdensificazione di palazzine che rendono possibile l’incontro solo negli spazi del centro commerciale.
D’altra parte, è interessante l’esempio di un gruppo di architetti che ha provato a restituire spazi di socialità attraverso una densificazione degli edifici che mira a riprodurre una circolazione dedalica tipo casbah.

3) Esiste una simmetria tra biopotere e biopolitica (reversibilità). Il biopotere mette a valore la produzione di soggettività, ma la biopolitica può sempre rovesciare ogni mossa del biopoter. Per evitare il blocco di questa trappola dialettica è necessario n principio di a-simmetria e questo è rintracciabile nella differenza tra potere e potenza. Il primo è azione sull’azione degli altri, la seconda è invenzione e creazione. Questa è produzione di soggettività.
L’intreccio tra lotta delle banlieues e anti CPE è un tentativo di radicare un’asimmetria di quella potenza soggettiva rispetto al potere. Dove deve darsi questo radicamento?
Il territorio non è più leggibile con i tradizionali modelli di centro-periferia, il territorio è definito dai conflitti è può essere in città come in provincia.
Il reddito universale è sganciato dal lavoro salariato in nome di una produttività sociale. Ciò che emerge come radicamento, è l’urgenza della definizione di una nuova cittadinanza, nuovi diritti sganciati dal diritto moderno che si rifà alla presenza di una sovranità statale. Oggi la nuova soggettività è quella che chiede diritto di cittadinanza incondizionato, indipendentemente dal territorio attraversato.


New guidelines of cartography (session n.3)


This week the group met for the third time. I think it was time for me to stop talking, I felt like I gave the group at least an idea of what inspired me in thinking this workshop. So we really started working togheter and after one hour we came to a conclusion about the guidelines our cartography should follow.
Now it's time to start to collect the data, this will be our main concern during the next month. Jaume, Pablo, and Osfa, please make some suggestions about the dates of your trip to venice at the end of april.
ciao
marco

GUIDELINES
  • Mappa del "circolo vizioso": petroliere-guerra-mose.
  • Mappa della produzione di soggettività, dei conflitti sociali e delle iniziative di movimento a partire dal ?2000?
  • Mappa gerarchica dei lavoratori delle grandi navi comparata alla mappa gerarchica di Venezia Mestre Marghera.
  • Mappa della speculazione edilizia e dell'emergenza casa. Si possono prendere in considerazione anche zone limitate, ma di interesse particolare.
  • Visualizzazione della rete che compone il consorzio Venezia Nuova.
  • Mappa dell'inquinamento: elettrosmog, ecc.

Ci sono ancora dubbi da sciogliere su una mappa che possa avere come soggetti gli studenti e l'università.

Jaume's suggestion on collecting data:
Specially for the use of the tool AREA I propose not to collect data, but look for existing databases, specially from university studies. Area represents Data Bases, check here son conditions about the kind of data you can represent using AREA.

http://nualart.com/wikka/wikka.php?wakka=VeneciaWorkshopNotes

http://sindominio.net/mapas/es/index_es.htm

Creado por: jaume última modificación: Lunes 30 of Abril, 2007 [11:29:54 UTC] por pablo


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josemaria, 16:52 UTC, Mar 01 of Dec, 2009: buenas!subida investigación sobre la influencia de la biopolítica en la configuración del arroyo Jaboneros en Málaga. quien esté interesado está en galería de archivos de la BC Jardín de Microchips. josé laulhé
pijamaman, 14:52 UTC, Jue 15 of Jan, 2009: nuevo blog de antonio saseta: [Enlace]
ernoname, 14:34 UTC, Mie 07 of Jan, 2009: Saludos y soudades y una crónica del IV Seminario de Sustentabilidade en la UFF por aquí [Enlace]
franlaiguana, 13:38 UTC, Mie 19 of Mar, 2008: [Enlace] una visualizacion de la utilizacion del spectro electromagnetico
osfa, 13:53 UTC, Mar 26 of Feb, 2008: hola erno... en clase de ama con saseta vamos a montar una carto de sevilla sobre meipi... Igual la podemos usar en común... ?? saludos
ernoname, 18:57 UTC, Lun 18 of Feb, 2008: Programa provisional de las Jornadas de Urbanismo Critico [Enlace] Alguien se apunta al taller de cartografía?¿? :P
ernoname, 21:00 UTC, Mie 13 of Feb, 2008: Permisos probados y funcionando!! Subida galería con exposición CSOA + colectivos. [Enlace]
ernoname, 09:56 UTC, Lun 04 of Feb, 2008: Ey, gracias!!! En cuanto tengamos fecha y contenido fijados lo incluyo. Probando mis permisos :P
admin, 20:07 UTC, Vie 01 of Feb, 2008: Hola jaime, otra vez, igual podéis poner el anuncio de juc en la home de escuelas, en "próximamente"...
admin, 19:49 UTC, Vie 01 of Feb, 2008: ok, ernoname y pijamaman ya están dados de alta como editores - creo que así podéis crear galerías y demás. Si tenéis problemas decidme, + saludos, osfa
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